Intercettazioni, Nordio: "Non saranno toccate quelle su mafia e terrorismo"


"C'è una profonda differenza tra le intercettazioni che mirano alla ricerca di una prova e quelle che si vuole siano una prova, e quando si dice che i mafiosi non parlano per telefono - ha spiegato - si allude al fatto che nessun mafioso ha mai, ritengo, manifestato al telefono la volontà di delinquere o espresso parole che costituiscano prova di un delitto in atto o programmato. Quello cui servono le intercettazioni sono i movimenti delle persone sospettate di mafia, terrorismo e altri reati gravissimi. Quello che serve è la capacità di comprendere quali sono i rapporti occulti che legano queste persone ad altre". 

 "Anche quelle preventive sono indispensabili. Altra cosa sono le intercettazioni che riguardano persone che non sono indagate né imputate - ha aggiunto il ministro - e che attraverso un meccanismo e perverso, costosissimo, di diffusione pilotata finiscono sui giornali".

"Andremo avanti fino in fondo fino in fondo, non vacilleremo e non esiteremo, la rivoluzione copernicana su questa forma di abuso delle intercettazioni che fa finire sui giornali conversazioni di persone estranee alle indagini, magari selezionate e manipolate, è un punto fermo del nostro programma", ha poi ribadito in aula al Senato.

Mafia e Messina Denaro

L'arresto di Matteo Messina Denaro "è un'operazione il cui merito va diviso tra la magistratura e forze dell'ordine, e tra questo governo e quelli precedenti", ha affermato Nordio, esprimendo l'auspicio che "la gioia per questa grande operazione sia condivisa da tutte le forze politiche".

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