Al via stasera il Festival di Sanremo

Parte stasera il Festival di Sanremo, è la settantatreesima edizione. Ospiti d’eccezione per la serata di inaugurazione Mattarella & Benigni. La prima è una notizia storica, perché non era mai successo che un presidente della Repubblica si sedesse in prima fila all’Ariston. Per Benigni invece è un ritorno (è già stato sei volte, l’ultima tre anni fa con l’esegesi del Cantico dei Cantici). Per il comico, questa volta in veste di attore, sarà l’occasione per celebrare i 75 anni della Costituzione. A rendere l’atmosfera ancor più tricolore l’Inno di Mameli cantato — a sorpresa, Amadeus gliel’ha rivelato in diretta in conferenza stampa — da Gianni Morandi. E poi ovviamente c’è lei: Chiara Ferragni. Mette subito le mani avanti, il suo mantra è «devo essere spontanea e essere solo me stessa». Lo ripete diverse volte, perché «è la prima volta che vado in televisione e non sono né un’attrice né una conduttrice, ma ce la metterò tutta». Si rilassa di più quando tocca i temi che conosce meglio: «L’odio, anche quello social, fa sempre male, ma è giusto parlarne sempre e non ascoltare le persone che ogni giorno cercano di buttarti odio addosso. Passa l’idea che se ti esponi è giusto essere insultato, il mio augurio è riuscire ad andare avanti e non dare attenzione a quelli che troveranno sempre qualcosa da dire». Il direttore Intrattenimento Prime Time Stefano Coletta sottolinea invece l’importanza del Festival quanto a inclusività ed accoglienza delle diversità: «Guardando la sfilata dei 28 artisti in gara ho colto la condensazione di questo Festival e del lavoro del direttore artistico. Sono passati 28 artisti diversi, per dato anagrafico, per storia, per background, per genere musicale. L’obiettivo è quello di rappresentare il mondo reale, un mondo che ammette differenze, diversi sentimenti, ammette la singolarità di ogni artista che proietta sulla platea a casa il mondo. Questo Sanremo è ancora di più espressione dell’inclusività non solo musicale, ma artistica. Sarà il Festival della diversità con una narrazione che ammette qualsiasi sguardo». Parole condivise anche da Amadeus: «Rispetto il pensiero di tutti ma non amo le etichette, non amo parlare di generi ma di esseri umani, ognuno è libero di vivere la propria vita, anche pubblicamente, come meglio crede. Ho sempre un po’ paura del moralismo, mentre penso ci voglia sempre l’educazione. I bambini? Si può spiegare loro che esistono sensibilità diverse, una donna che ama una donna, un uomo che ama un uomo, e non ci vedo niente di male; credo che questa sia la società, educo così i miei figli e non li ho visti mai sconvolti. Il problema è quando si sconvolgono i genitori».


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