Turchia, terremoto magnitudo 7.8. Rischio Tsunami in Italia
Una forte scossa di terremoto di magnitudo 7.8 è stata registrata nella notte, alle 4:17 ora locale (le 2:17 in Italia), nel sud della Turchia, non lontano dal confine con la Siria. Secondo i dati dell'Ingv e dell'Usgs, il sisma ha avuto ipocentro a circa 25 km di profondità ed epicentro nella provincia di Gaziantep. Sono state tre le forti repliche: alle 2:28, 2:36 e 2:58 ora italiana con magnitudo rispettivamente 5.6 (rivista al ribasso da 6.7), 5.2 e 5. Da subito sono stati segnalati crolli e danni. Il bilancio è ancora in evoluzione: l’ultimo aggiornamento è di almeno 912 morti in Turchia, almeno 330 nelle zone della Siria controllate dal governo e oltre 220 nelle aree del Paese controllate dai ribelli. Migliaia i feriti e i dispersi. L'Usgs stima fino a 10mila vittime. In mattinata nuova potente scossa di magnitudo 7.5 nella stessa zona. È stata diramata un'allerta per possibili onde di maremoto in arrivo sulle coste italiane. Ma poi l'allarme è stato revocato in mattinata. Riparte regolarmente il traffico ferroviario in Italia, sospeso per cautela per alcune decine di minuti. In Puglia, Basilicata e Calabria la circolazione dei treni è ripartita alle 6.30.
Il monitoraggio delle coste
Sulla base dei dati elaborati dal Centro Allerta Tsunami (CAT) dell'Ingv, Il Dipartimento della Protezione Civile - si legge nella prima nota dopo il sisma - ha diramato un'allerta per possibili onde di maremoto in arrivo sulle coste italiane in seguito alla scossa di terremoto di magnitudo 7.9 con epicentro tra Turchia e Siria delle ore 02.17. Ora l'allarme sembra rientrato ma in un primo momento si è raccomandato di allontanarsi dalle zone costiere. Il maremoto consiste in una serie di onde marine prodotte dal rapido spostamento di una grande massa d'acqua. L'allerta indicava la possibilità di un pericolo reale, per le persone che si trovano vicino alla costa, sulle zone del mar Adriatico e mar Jonio, specialmente se in zone poco alte, o addirittura più basse, rispetto al livello del mare. Anche un'onda di solo 0,5 metri di altezza può generare pericolose inondazioni e fortissime correnti. Il Dipartimento della Protezione Civile, in raccordo con INGV, Ispra e le strutture del SNPC, continuerà a fornire tutti gli aggiornamenti disponibili sull'evoluzione dell'evento.

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